I gatti di Cesare

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A Largo di Torre Argentina, a Roma, noto come il luogo in cui fu assassinato Giulio Cesare, che avvenne il 15 marzo 44 a.C., aspettavo l’autobus nella fermata verso Termini.

In un momento, due uomini, italiani, uno insolitamente alto, intorno a quarantacinque anni e l’altro più vecchio e più basso, quest’ultimo stava cercando di tagliare con un tagliaunghie un bidone di plastica e l’uomo alto aveva appena comprato un litro di latte dal bar.

L’uomo alto portava un enorme zaino, facendomi sospettare che andasse in vacanza da qualche parte. Dopo che l’uomo basso finì di tagliare il bidone, diede la metà inferiore all’altro che attraversò immediatamente la strada e scese qualche passo verso la Curia di Pompeo.

Immediatamente un gatto si avvicinò all’uomo che aveva appena versato il latte nella lattina e poi diversi altri gatti si avvicinarono passando tra i piedi dell’uomo. Lui accarezzò il gatto più giovane, versando il latte in qualche altro contenitore trovato lì e si allontanò mentre l’uomo basso lo rimprovera per aver perso tempo con i gatti, tempo in cui il loro autobus è già passato…

I gatti che vivono nel sito storico dove è stato ucciso Cesare sono curati dalla gente del posto e talvolta dai turisti.

Questi gatti saranno ”le vestali” che custodiscono l’anima dell’ucciso, o potrebbero essere le vite di Cesare sprecate, chi lo sa?

Sono stato piacevolmente colpito dal gesto di quell’uomo troppo alto e muscoloso che in mezzo ai gatti sembrava un ragazzino dal modo in cui si emozionava che i piccoli gatti fossero venuti da lui come se si conoscessero da molto tempo.

Cercando una foto del posto sulla rete, guarda cosa ho trovato:


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